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  • Scuola digitale: eBook, lavagne iTech, sms e pagelle online per Cl@ssi 2.0

    Forse non a breve, ma gli eBook potrebbero sbarcare nelle scuole italiane. Intervenendo alla presentazione dei risultati del progetto “La scuola digitale”, il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha infatti spiegato che "l'eBook non è sostitutivo del libro di testo, ma per alcune tipologie come i libri di esercizi i volumi si prestano benissimo a essere digitali".
    La Gelmini, presentando con il Ministro della Pa Renato Brunetta lo stato di avanzamento dei progetti per la digitalizzazione del mondo dell'insegnamento, ha informato che entro il prossimo giugno arriveranno quasi 30.000 lavagne interattive multimendiali installate in altrettante classi con 100.000 insegnanti in formazione.

    E ancora: didattica digitale al posto dei tradizionali metodi di apprendimento in nuove 156 scuole delle primarie e secondarie superiori; servizi scuola-famiglia via web, con pagelle e certificati on-line, registro elettronico di classe, notifica tramite sms alle famiglie delle assenze degli studenti.
    “E' una responsabilità di tutti – ha detto la Gelmini - offrire ai nostri ragazzi una scuola sempre più aperta e moderna”.
    Con il piano eGov 2012 ed il protocollo d'intesa dell'ottobre 2008, il Miur e il Ministero della Pa hanno avviato una serie di interventi coordinati per l'innovazione digitale della scuola.
    Il Miur ha messo a punto il piano 'La scuola digitale', che si articola in due fasi: la prima (operativa dallo scorso gennaio) prevede l'introduzione in classe delle lavagne interattive multimediali (Lim), l'altra chiamata Cl@ssi 2.0 ha come obiettivo l'utilizzo delle ICT nelle scuole.
    Secondo i dati di viale Trastevere, ad oggi sono state già installate 7.697 Lim, che si aggiungono alle 3.300 fornite dal Ministero per la P.A.. Sono inoltre iniziati i corsi di formazione per 30.000 docenti. Parte ora una seconda fase, che ha come obiettivo l'installazione entro giugno di altre 20.000 Lim con complessivamente 100.000 insegnanti in formazione.
    Le ICT e la didattica digitale
    Il progetto Cl@ssi 2.0, invece, mira a trasformare l'ambiente di apprendimento tradizionale attraverso le ICT e la didattica digitale: nei prossimi mesi anche le scuole primarie e secondarie superiori (dopo quelle secondarie di I grado) sperimenteranno il progetto, con nuove 156 scuole e 1.404 insegnanti in formazione.
    Le nuove tecnologie modificheranno anche la vita scolastica e i rapporti scuola-famiglia: con il progetto 'Servizi scuola-famiglia via web', coordinato tra i due ministeri, in molti istituti le pagelle saranno online, il registro di classe diventa elettronico, le prenotazioni dei colloqui con i docenti e le richieste di certificati si faranno sulla Rete e le scuole notificheranno alle famiglie via sms le assenze dei figli. Sempre più difficile, quindi, marinare la scuola: "E' finita un'era", ha scherzato Brunetta mentre per Gelmini "così si vuole ripristinare l'alleanza scuola-famiglia: sono tutti aiuti che consentiranno ai genitori di tornare protagonisti dell'educazione, senza rinunciare al loro lavoro".
    Gelmini e Brunetta hanno anche annunciato alcune intese con Microsoft, Ibm, Intel e Telecom Italia, che si presteranno a diffondere e promuovere l'utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica, sviluppando il piano di innovazione digitale.
    Stamani infatti le quattro società hanno firmato a Palazzo Chigi una serie di Protocolli d'intesa per la diffusione delle tecnologie digitali nella scuole.
    Con la firma del presidente Umberto Paolucci, Microsoft Italia si impegna, tra l'altro, a ridurre il digital divide nelle scuole anche fornendo gratuitamente software operativo e/o applicativo finalizzato all'innovazione della didattica.
    Il gruppo tlc metterà pertanto
    Il superamento dei fenomeni di esclusione causati dal digital divide è anche l'obiettivo indicato dall'amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè. Il gruppo tlc metterà pertanto a disposizione degli studenti offerte agevolate per parlare, video-chiamare, inviare messaggi e navigare su internet, oltre a specifici piani di ricerca e sperimentazione orientati ai processi di insegnamento e apprendimento.
    Luciano Martucci, presidente di Ibm Italia, ha annunciato la collaborazione di un Centro di competenza internazionale mentre la collaborazione con Intel Italia, ha anticipato l'amministratore delegato, Dario Bucci, si concentrerà sull'adozione della piattaforma di formazione Intel Teach Advanced Online per l'aggiornamento professionale dei docenti.
    Proseguono intanto, ha assicurato la Gelmini, altre iniziative. In arrivo mini pc portatili per gli studenti delle scuole medie. Il governo metterà, infatti, a disposizione 150 euro a pc e sta cercando sponsor che ci mettano il resto.
    “Il nostro obiettivo - ha spiegato Brunetta - è dotare 1.000 classi al mese per i prossimi 4 anni e arrivare entro la fine della legislatura a dotare tutti gli studenti di un pc”.

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  • Scuola e tagli: Manifestazione Docenti Precari a Venezia – 25/09/09

    Manifestazione nazionale del 25 Settembre.
    Siete pronti per una nuova grande manifestazione nazionale contro i tagli della “riforma Gelmini”?
    Quando?
    L’appuntamento è per venerdì 25 alle ore 17.00, sotto la sede Rai della propria regione o, in alternativa, sotto gli uffici di sindaco, presidente di provincia o di regione. Ciascun comitato provinciale e regionale potrà scegliere autonomamente la sede in cui manifestare.
    Come?
    La proposta è presentarsi vestiti a lutto, indossando però, al posto dei calzoni, un paio di mutandoni. Si suggerisce di portare con sé anche una bara di cartone, con affisso il cartello “Scuola italiana”, e qualche pianta di crisantemi da donare al direttore della redazione regionale della Rai, al sindaco o al presidente di provincia o regione. A docenti e studenti, ridotti in mutande dai tagli del governo, non resta altro, infatti, che celebrare assieme il funerale della scuola italiana. Si tratta senza dubbio di una protesta ad effetto, capace di attrarre l’attenzione di stampa ed opinione pubblica.
    Perchè?
    Le nostre richieste al governo sono semplici ma decise:
    1) bloccare immediatamente la “riforma Gelmini”, che colpisce i lavoratori precari e riduce i servizi agli studenti;
    2) aprire finalmente una discussione con docenti e studenti, per costruire assieme una vera riforma della scuola in grado di valorizzare le competenze dei docenti e garantire alle future generazioni una formazione di qualità.
    Organizzazione
    Ogni gruppo che vorrà promuovere sul suo territorio questa forma di protesta dovrà:
    1) comunicare la propria adesione scrivendo a docentiprecari@gmail.com ed indicando ora, sede e modalità stabilite per la manifestazione, assieme ad un riferimento (numero di telefono o email)
    2) avvisare quanto prima, o comunque entro il 23 settembre, la questura della città in cui intende manifestare, trasmettendo tutte le informazioni necessarie alle forze dell’ordine per autorizzare l’iniziativa (luogo di ritrovo, percorso dei manifestanti, etc.)
    3) informare con qualche giorno di anticipo tutti i giornali e le emittenti locali, in modo che possano mandare un loro inviato
    4) entrare in contatto con le associazioni degli studenti, dei genitori, degli insegnanti e del personale scolastico presenti nel territorio, chiedendo loro di partecipare alla protesta
    5) documentare attraverso foto e riprese video la manifestazione, in modo da pubblicare poi tutto il materiale su internet (all’interno di siti personali, su youtube o anche direttamente nel nostro blog, inviandole a docentiprecari@gmail.com )
    Più numerosi saremo e più riusciremo ad attrarre l’attenzione dei mass media, più sarà la nostra forza e dunque la capacità di fare pressione sulle scelte del governo.
    http://docentiprecari.blogspot.com

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  • IMPARARE LA MATEMATICA con il PC
    I bambini da piccoli non odiano la scuola, anzi desiderano imparare! Ciò che nel tempo li rende meno inclini a questa percezione è lo stress a cui sono sottoposti e purtroppo l’ambiente malsano in cui siamo immersi…

    Ma finchè sono ancora piccoli, è bene insegnargli le basi di ogni materia. Oggi vedremo come far allenare i nostri piccoli nella matematica, materia ostica alla maggior parte degli italiani! Ovviamente qui vedremo solo la parte informatica per un allenamento, ma le basi devono essere sempre date di persona (il contatto diretto è molto importante).

    Il programma che utilizzeremo si chiama 2+2: è disponibile in versione italiana, inglese, polacca, francese e turca. Questo programma consente di allenarsi nel conteggio e nella somma e differenza di numeri fino a 10, per poi proseguire nella moltiplicazione e divisione dei numeri appartenenti alle prime 10 tabelline.

    Il programma ha una voce molto chiara tipica delle bambine di età compresa tra gli 8 e i 10 anni, in modo da non far sentire molto la differenza con il bambino che deve apprendere. La musica di sottofondo è rilassante e in grado di creare un’atmosfera di concentrazione.

    Ovviamente non lasciate il piccolo davanti al PC da solo, la presenza di una persona facilita di molto l’apprendimento, anche per il semplice conforto.

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  • Approvata norma destinata agli insegnanti precari
    Maria Stella Gelmini ha approvato una norma che tutela (o almeno dovrebbe) tutelare gli insegnanti precari. Norma che verrà inserita all’interno del Decreto Ronchi e che interesserà circa 13 mila insegnanti precari ai quali quest’anno non saranno rinnovate le supplenze annuali.

    Questa norma prevede un’indennità di disoccupazione che consentirà agli insegnanti coinvolti di restare all’interno della scuola e di poter prendere parte anche a progetti educativi (come quelli per l’orientamento). Il progetto sarà valido solamente per quest’anno in quanto ha aggiunto il Ministro

    Per il prossimo prevediamo che questo tipo di problemi non ci sia più

    Ha anche detto

    Abbiamo raggiunto un obiettivo importante che anche i sindacati attendevano con ansia

    ricordando che con i pensionamenti si sono liberati 30 mila posti e che quindi sebbene la Finanziaria prevedeva un taglio di ben 43 mila posti, il numero effettivo si aggira intorno ai 13 mila posti.

    Si tratta comunque sia sempre di una cifra molto elevata probabilmente destinata a suscitare nuove e pesanti polemiche.

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  • I pediatri lanciano l'allarme: ''Rinviate l'apertura delle scuole''
    Mentre l'Italia registra il suo primo grave caso di influenza A ,i pediatri lanciano l'allarme: ''Rinviate l'apertura delle scuole''. Il ministro Gelmini tranquillizza: ''Non c'è ne alcun motivo''.

    Migliorano le condizioni del giovane 24enne ricoverato all'ospedale San Gerardo dei Tintori di Monza dopo aver contratto il virus dell'influenza A. Lo ha reso noto la Direzione Sanitaria del nosocomio. Il paziente, si legge in una nota "sta mostrando lievi segni di evoluzione positiva". "Infatti - prosegue la nota - gli scambi gassosi e la funzione renale pur rimanendo gravemente alterate, hanno evidenziato un lieve miglioramento. Il paziente rimane sedato e assistito con i supporti extracorporei necessari per sostenere le funzioni vitali. La prognosi rimane riservata".
    Il paziente, ricoverato il 22 agosto presso la Divisione di Malattie Infettive dell'ospedale di Parma con diagnosi di polmonite, in considerazione dell'aggravarsi delle condizioni cliniche, è stato trasferito in data 25 agosto presso l'Unità di Terapia Intensiva dell'Ospedale San Gerardo dei Tintori, specializzata nel trattamento della sindrome da Distress Respiratorio. Le indagini sierologiche hanno poi confermato un'infezione da virus AH1N1. L'infezione da virus AH1N1 è stata riscontrata anche in un familiare del paziente.
    L'evoluzione in Sindrome da Distress respiratorio dell'adulto è una delle rare complicazioni di numerose infezioni virali, ivi compresa l'infezione da virus AH1N1.

    I casi confermati di influenza AH1N1 in Italia sono attualmente circa 1900, di cui circa il 10% secondari. La letalità della nuova influenza AH1N1, sulla base dei dati del Centro Europeo Controllo Malattie (ECDC) di Stoccolma, nei paesi dell'Unione Europea e dell'area EFTA è attualmente dello 0,21%. A livello globale, secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, la letalità è attualmente dello 0,98%.
    Intanto i medici pediatri italiani non nascondono la loro preoccupazione e hanno lanciato l'allarme sulla pericolosità che l'imminente apertura delle scuole potrebbe determinare. Infatti, dicono i pediatri, la riapertura a giorni delle scuole potrebbe provocare un pericoloso mix con l'arrivo dell'influenza suina, a maggior ragione perchè il vaccino non sarà disponibile prima di novembre. Dunque, i medici pediatri stanno considerando seriamente l'ipotesi di chiedere al governo di non riaprire le scuole per cercare di contenere il virus.
    "Cercheremo, in linea con quanto detta oggi l'Oms, di procastrinare l'apertura delle scuole. Tutte quelle misure che vanno nella direzione di ridurre la contagiosità e la riduzione del virus vanno prese in considerazione" ha spiegato il presidente della Federazione italiana dei Medici Pediatri Giuseppe Mele.
    Secondo il presidente della Federazione, il virus dell'influenza A "è altamente incisivo e ha un tasso di penetrazione che sta superando il 30%. Tutte le misure precauzionali che il governo intenderà mettere in atto saranno da noi prese in considerazione".

    Da parte sua il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha però rassicurato precisando che "al momento non è previsto nessun rinvio dell'apertura dell'anno scolastico, in quanto in Italia attualmente non ci sono le condizioni perché si renda necessario un provvedimento di questo tipo''."E' importante, comunque - ha detto ancora il ministro - non sottovalutare la situazione e proseguire nel continuo confronto anche con gli altri Paesi Europei. In ogni caso il Governo, grazie alla stretta sinergia tra Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca e Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, ha elaborato un piano di intervento per fronteggiare possibili evoluzioni della situazione che al momento resta sotto controllo".

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  • iFoglietto x IPHONE: copia in classe senza farti scoprire ifoglietto
    iFoglietto è una nuova applicazione utile per tutti gli alunni che vogliono dare una sbirciatina agli appunti durante un compito in classe.


    Titolo: iFoglietto. Prezzo: gratis. Dimensione: 300 Kb. Link AppStore. Fw 3.0
    Se avete un professore che permette l’uso dell’iPhone come calcolatrice, allora iFoglietto risulterà uno strumento davvero utile per copiare senza farsi scoprire.
    L’applicazione, infatti, di default mostra una calcolatrice ma quando il professore si gira è possibile accedere velocemente, con un solo click, alla schermata appunti, dalla quale poter leggere le note scritte da noi o caricare una foto, ad esempio quella della pagina del libro da cui copiare o di una pagina web particolarmente interessante per completare il compito..
    ifoglietto2
    Immagine 1
    Se il professore si avvicina, un tap e la calcolatrice ritorna.
    Purtroppo, quindi, iFoglietto può tornare utile solo nei compiti di matematica o comunque di quelle materie che necessitano dell’uso della calcolatrice…

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  • Scuola: i costi dell’inizio dell’anno scolastico 2009
    Tra poco iniziera’ la scuola. Tutti gli studenti italiani, chi prima chi dopo, torneranno sui banchi per studiare e stare insieme. Ma non senza problemi. Se continuano gli strascichi delle polemiche della riforma della scuola italiana di Maria Stella Gelmini, ora si aggiunge un altro problema: il rincaro dei costi.
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    Quanto costa ad una famiglia italiana mandare a scuola il proprio figlio? La risposta e’ semplice: molto. Tra libri e accessori come zaini, astucci, diari, quaderni e altro la spesa e’ davvero molto alta. E pare che in questo avvio di scuola 2009 i prezzi siano anche aumentati. Si preannuncia una campanella di inizio anno davvero molto pesante per il portafoglio delle famiglie italiane.

    Pare che in questo 2009 ci sia stato un aumento dei prezzi dal 10 al 16 per cento, rispetto al 2008. I libri subiranno il rincaro piu’ alto, del 3 o del 5 per cento, mentre quaderni e penne rimarranno invariati. Insomma: prezzi alti, che incideranno particolarmente sul conto in banca delle famiglie, gia’ messe a dura prova dalla crisi economica.

    Come fare dunque per risparmiare? Tenete d’occhio le offerte, magari in negozi diversi, per assicurarvi il costo minore, ma senza spendere troppi soldi per i vostri spostamenti. Per quanto riguarda i libri di testo, puntate su quelli usati, nei mercatini, nelle librerie apposite ma anche su internet.

    Nel video qui sopra il primo giorno di scuola dei Teletubbies secondo Colorado Cafe’.


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  • SULL'ORA DI RELIGONE...

    Alle condizioni attuali, in cui si accetta una rinuncia identitaria (il tratto essenziale della cristianità cattolica negata dall'indentità di quella specie di mostro che oggi intendiamo per Europa e che in realtà è l'attuale e futura spartizione tra Eurabia e laicismi, relativismi, socialismi che poi se la vedranno da solo avendo eliminato il comune nemico, cioè appunto la cattolicità della nostra identità storica e culturale), non posso che concordare: non c'è motivo per cui il voto dell'insegnante di religione debba concorrere ai crediti formativi.

    Se non c'è una volontà capace di affermarsi e di spendersi per difendere quell'identità, poi non può lamentarsi.

    Abbiamo avuto preti e cattolici-adulti più impegnati a fare i socialisti, i laicisti, a spendersi per diffondere idee relativiste, a prodigarsi per diffondere altri culti come quello islamico, sacrificando il proprio.

    Cristo non ha mai proposto una cosa simile (altri culti, ateismo, non sono proposte di Cristo per gli uomini a cui consegna, invece, la missione cristiana come unica via di salvezza e di bene per gli uomini), ma catto-comunisti, cattolici-adulti, catto-socialisti, catto-relativisti si son spesi per altro che una proposta cristiana e dunque, oggi non hanno alcun diritto di lamentarsi di raccogliere il frutto del loro lungo, sprovveduto operare, del loro seminare tra gli uomini. Sono in fondo il risultato, i loro "figli", i figli della loro proposta anche.

    E d'altra parte, gli altri, cristiani e cattolici più lungimiranti, possono dispiacersi, ma non lamentarsi, la storia cristiana ci racconta che l'ostilità, l'essere perseguitati, l'essere anche in condizioni di minoranza, non è un limite alla nostra possibilità ed alla nostra missione. Gli uomini sbagliano, scelgono per il loro peggio ed i cristiani sanno che, pur dispiaciuti di questo, si debbono rimboccare le maniche, darsi da fare perchè la propria proposta si diffonda.

    Che nel caso specifico è appunto, evitare gli errori di confondere la religione cristiano-cattolica con altri culti (socialsimo, laicismo, filo-islamismo, relativismo e così via).

    Senza via impositiva: contribuisce ai crediti formativi l'insegnamento cattolico solo se è questo che la maggior parte della gente vuole, cioè se si riconosce in quell'identità. Altrimenti, no, punto.

    Se non è identità comune sentita, la formazione cattolica deve proseguire altrove e lì, si scoprirà, si porta avanti la proposta catto-comunista, catto-socialista, catto-adulta, catto-relativista, filo-islamica, filo-laicista, cioè si scoprirà che siamo risaliti a monte del problema per cui l'identità cattolica è stata rifiutata, anche a costo di produrre un'artifizio, un falso storico.

    Ed è lì che bisogna riprendere il lavoro: formazione cristiano cattolica proprio tra il clero. Dove da anni è in atto uno scisma di fatto, mai ufficializzato che oggi o gode di questo risultato a cui tanto si è lavorato oppure si soprende come si fosse nati ieri e si potesse mai avere percorso diverso, ma protesta ingiustamente, essendo artefice di questo risultato per cui, cristianamente, rimboccarci le maniche, imparando dai propri errori.

    Per quanto mi riguarda, alle condizioni attuali, la Chiesa NON merita di contribuire ai crediti formativi, avendo tanto contribuito ed operato perchè il valore cristiano, l'identità cattolica, fosse minimizzata, marginalizzata, piegata a tutto e tutti, per accondiscendenza, per altri interessi, per altri padroni, per fede non autentica. Sicuramente non fede-fiducia autentica nella Chiesa, se non altro, avendo tanto operato "contro".

    Dunque niente possibilità di voto contributivo ai crediti formativi, la gente non è interessata a questo contributo che è stato marginalizzato anche grazie a tanti cattolici e tanti preti, dunque non si lamentino, non se lo meritano nemmeno di pretenderlo adesso.

    Facciano piuttosto, autocritica, una riflessione del motivo per cui siamo arrivati qui, avendo speso malissimo una possibilità di proposta possibile molto ampia costruita nel tempo, avendo dilapidato quella risorsa di secoli e secoli per giocare d'azzardo alle lotterie di altri culti ed ideologie ed oggi scoprendosi improvvisamente "impoveriti".

    Se solo penso a questi cattocomunisti-relativisti-adulti, più protesi affinchè si estenda la proposta islamica che cristiana, più protesi a considerare l'anticlericale laicista più degno di affidabilità e di notorietà d'un Papa stesso,

    io penso che non solo questa Chiesa è giusto sia marginalizzata, ma proprio non merita di sopravvivere.

    Ma dal momento che so che non è così, che ci sono altri preti, altri credenti che anzi, ne soffrono pure di questo operare dissennato, di questo investire euforicamente nei giochi di azzardo che è l'aderenza ad ideologie anti-cristiane e culti anti-cristiani, per non parlare dell'entusiasmo per laicisti-ateisti (non laici o atei, ma lacisiti ed ateisti), allora penso che no, la speranza costoro la tengon viva, la portano avanti e purtroppo, dovendo rimboccarsi le maniche puntando alla qualità, al discrimine tra il buono ed il cattivo, togliendo le piante infestanti dalla loro terra, cioè gli errori concettuali e di proposta dal luogo culturale e spirituale dove si fa estensione della proposta cristiana.

    Certo, se è vero che sia giusto, alle condizioni attuali, che la Chiesa non partecipi al credito formativo (non lo merita, non ha difeso degnamente l'identità cristiana per pretenderlo), così come mi sto facendo l'idea che nemmeno merita un'ora di religione dedicata per gli stessi motivi,

    sono sconvolto dall'apprendere che il corso di ballo etnico, invece, partecipa a quei crediti.

    Ma ci penseranno coloro ai quali, certi preti e credenti cristiani hanno favorito la proposta, sacrificando la propria ad eliminare il problema dei balletti nelle scuole. C'è tutto un mondo islamico pronto a risolvere il problema e lo farà perchè si è fatto di tutto perchè la loro proposta fosse salvata, difesa, estesa, imposta, curata fino al giorno in cui ha le forze per farlo in modo pacifico e democratico, con la forza dei numeri, quella demografica.

    E la religione diventerà ancora importante, forse, ma non sarà la proposta di Cristo, non ci abbiamo lavorato abbastanza, non abbiamo seminato, non ci siamo sacrificati e spesi per meritare anche solo il diritto di lamentare la scarsità dei frutti che invece, raccoglieranno altri, altre proposta a cui abbiamo non spianato strada, ma creato autostrada.

    E purtroppo, autostrada non solo e tanto per l'Islam moderato, qui sta il bello, ma per quello fondamentalista, radicale.

    Per dire: ai funerali dopo il terremoto in Abruzzo, c'era l'Ucoii. Così come per quello dopo l'esplosione dei treni col gas: Ucoii.

    Chi vogliamo prendere in giro?

    Anzi, già adesso è in atto, in azione, in opera tutto un fermento perchè gli effetti manifesti ed evidenti di quello che già è e nulla cambiando, certamente sarà, siano negati dalla nostra coscienza, sia la sola questione minimizzata, distratta, delegittimata allo scopo di perpetuare la sistematica strategia: rimandare, rimandare fino al momento in cui non esiste più un punto di ritorno, che io credo ormai molto prossimo, il momento in cui la questione sarà sollevata, strategicamente in modo corretto, solo quando il risultato è vincente per quella proposta.

    Sarà un momento molto tormentato per molti. E non solo cattolici, questo è certo. Certi anti-vaticanisti ed anticattolici avranno motivo di rimpiangere il "vecchio" nemico se qui si afferma un radicalismo islamico che in quel radicalismo osservabile su tutto il pianeta dove si è affermato (con le buone o con le cattive non importa), lascia poco spazio per chiunque non sia aderente, conforme. E che potranno rimproverarsi la scelleratezza di non aver operato in momenti migliori nella prevedibilità, anzi, in odio alla proposta cristiano-cattolica, perfin favorendola con gusto.

    I cristiani hanno tutta una narrazione della propria storia a cui appellarsi, quando il momento è difficile, l'ambiente ostile. Gli altri, coloro che hanno operato contro i cristiani, saranno vittime del loro odio e dei loro errori di imprudenza proprio in ragione dell'odio, per loro sarà ancora più dura, ma se allora potrà qualcuno di loro rinsavire sul valore negato dell'identità cristiano-cattolica d'europa oggi, riformulare le proprie scelte ed idee, allora ne sarà valsa la pena ed avremo ancora una speranza per cui lottare. E la cristianità non sparirà, come proposta valida, condivisa, accettata, benvoluta, da qui.

    E del resto la Chiesa già vive un momento di lotta e difesa continua, attaccata ovunque, esternamente, internamente, i nemici della proposta cristiana, sono sempre stati tanti, così come coloro che incontrandola, ne comprendono la bellezza, scoprendola o riscoprendola entrando a farvi parte, portarla avanti, difenderla con più amore.

    La proposta del relativismo, del nichilismo, del capitalismo feroce, del consumismo, sono già problemi attuali, reali, oggettivi con cui fare i conti, così come ieri lo furono i deliri bestiali delle ideologie.

    Cioè alla fine di un percorso di riflessione, io confido, ho speranza, fiducia che la cristianità meriti di essere salvata: non è forse venuto Cristo tra uomini da salvare, cioè perduti e peccatori, malati? Non è venuto per essere crocifisso dagli uomini? Può darsi che la crocifissione della Chiesa, continua per coloro che la odiano, sia la risorsa per salvarsi, infine, nella considerazione che l'umanità una Chiesa la merita, merita anche quella croce.

    Dunque coraggio, diamoci da fare, seminiamo bene, ariamo bene il terreno, togliamo le piante infestanti e gli errori passati da cui trarre il tesoro dell'esperienza: la saggezza, la lungimiranza, un miglioramento.

    Bisogna assolutamente impegnarsi nel far avanzare la proposta cristiana, non quella islamica, non quella socialista, non quella new age, non quella laicista e non per tifoseria da stadio, ma nella fede, cioè la fiducia autentica, vera, che è l'unica proposta buona per l'uomo o almeno, la migliore, così Cristo ci lascia come messaggio, per avere più libertà e possibilità.

    Al momento in cui mettiamo in dubbio questa fiducia-fede, autentica, cioè la proposta cristiana come la migliore per gli uomini,le altre potranno pure restarci simpatiche, ma non al punto di pensare che siano altrettanto valide e buone per l'uomo, rinneghiamo Cristo.

    Cioè in quel caso, avremmo già perso.

    Ed è questo il motivo di quest'arretramento attuale della fede cattolica.

    E' anche per questo che io ho sospeso fino a tempo da definire, la mia adesione "cattolica", pur restando nella condizione di rispetto e stima: alle condizioni attuali, merita di essere difesa, ma non la mia fiducia-adesione, deve guadagnarsela la mia fiducia. Ma continuo a difenderla perchè non le nego davvero la fiducia (con l'odio per esempio, non ho rancori con me, né disprezzo) e non le tolgo la speranza, anzi, la difendo.

    Anzi, mi vanto pure di aver spinto nuovamente nelle braccia accoglienti della Chiesa, coloro che erano stati confusi da preti e cattolici-adulti-catto-comunisti nonchè dal relativismo imperante, ma d'altra parte non è stato così difficile, visto che il desiderio di tornare in quell'abbraccio era per me visibile, bastava una piccola spinta di incoraggiamento, un'iniezione di fiducia in tempi non facili, dove i predicatori della confusione son tanti e determinati.

    Una di queste è mia madre, dopo la morte di mio padre, in rapporto di "rancore" con Dio, nemmeno riusciva più a pregare, ma il desiderio di Dio, mai sparito, percepibile, bastava pazienza, tempo, dedizione, operando per riportarla alla Chiesa, tra le sue braccia ed oggi è più serena, era un suo desiderio.

    Ma altre sono persone più svariate: separate, divorziate, sposate e sposati, perfino ragazzi.

    E se ci riesco io, che diamine, persona mediocre, nemmeno "cattolico", è evidente che è un problema di fede e di volontà mancante che impedisce di farlo a tantissimi altri e per cui siamo oggi qui. Io non ho rinunciato alla mia missione di portare il messaggio di Cristo tra gli uomini, ogni volta che posso e capita l'occasione e sempre puntando sulla capacità persuasiva della proposta in sé, basta proporla con passione, non è che occorra forza e pace se talvolta gli uomini la rifiutano, questo ci è già stato annunciato, siamo già preparati ed istruiti in questo, non è un motivo di odio, uno solo tra tanti che incontra o re-incontra Cristo o anche il solo tentativo è un motivo di lietezza.

    Però da uomo semplice, anche mediocre, per quanto forse di ego eccessivo e vanitoso, abbastanza umile da non negarlo, da semplice, terra terra, lo voglio dire: sono un po' stanco di "rimediare" rispedendo nelle braccia della Chiesa persone dalla Chiesa allontanate, per fare proposta farisaica e non cristiana (tipo certi preti che non vogliono celebrare sacramenti ai figli di divorziati, cioè far ricadere su di loro colpe non loro di sicuro o comunque rivelando idee e sentimenti non cristiani in quella formidabile opportunità, invece, su questi figli o tipo certi preti che fanno socialismo al posto di messe, fanno politica prendendosela con politici, facendo i sindacalisti e perfino alimentando nelle prediche, il sentimento del disprezzo e del rancore, quando ci sono fatti dolorosissimi, di lutto, dove l'uomo dal dolore può essere completamente accecato e proprio in quel momento, è importante la proposta cristiana, che non odia, non disprezza, non fa politica sindacalista invocando proteste rumorose ed anche più violente, subdolamente legittimandole). Sono stanco di sentire che certi preti e certi cattolici non parlano e non sanno più di cosa è la morte per un cristiano, non parlano e non sanno di una proposta di continuità nell'aldilà, non sentono più la forza della speranza, della salvezza della carne e dell'anima, si vergognano persino a parlarne di anima, di aldilà, di Satana, di inferno, di gioia eterna, di Dio anche e perfino con imbarazzo lo faccia qualcuno, perchè questo gli è stato proposto: la fede cristiana non è più sufficientemente valida, è superata, anacronisitica. Sono stanco di ricreare la continuità di questa proposta nei secoli, che una proposta ideologica continua ed anticristiana ha nella loro memoria interrotto e spezzato, sono stanco di bambini che vanno a fare Cresima o Comunione perchè "ci vanno tutti", preoccupandosi dei regali e nemmen sapendo, quando glielo chiedo, che cosa davvero fanno in quei sacramenti, sono stanco di sentire genitori che ne sanno meno di loro (le hanno fatte tempo fa e come certe cose a scuola, chi se le ricorda più? Ed allora si guardano i figli e si capisce, si capisce perchè non sanno, non capiscono) e che però investono TUTTO il loro impegno nella prenotazione del ristorante per festeggiare (festeggiare che, maledizione, se non sai nemmeno cosa, non ricordi più, è passato tanto tempo eh) e per far bella figura con gli ospiti, sempre tanti, troppi e poco qualificati per essere a quella che non è una festa, non può esserlo se non sai nemmeno di cosa, cosa rappresenta...

    Stanco di preti che chiedono soldi per dir messa per i morti, per matrimoni, per tutto (forse agendo come con la proposta del jackpot superenalotto, pensando di avere comodo disporre di soldi non propri per fare interventi "social"), sono stanco di persone credenti, separati, divorziati che mi raccontano che questo o quello, con migliori conoscenze e soldi, è riuscito ad avere annullamento dalla Sacra Rota ed a loro, il prete, al solo proporre, ha risposto picche.

    In effetti sono un po' stanco e devo riposarmi un attimo e questo accade, di solito, quando incontro qualcuno che fa le stesse cose che faccio, in quel riconoscersi, come dandoci reciprocamente il cambio.

    La Chiesa può sopravvivere per me, in definitiva, ma deve rimboccarsi le maniche e meritarsela la fiducia. Al momento, non merita quella, non abbastanza per partecipare al credito formativo, anzi, nemmeno per fare religione a scuola pubblica.

    Esca da lì, la Chiesa, esca dalle scuole e vada nel deserto a meditare, prima di provare a rientrarci, meditare sul patrimonio ricco dilapidato della propria identità. E possibilmente, con l'umiltà ed il rispetto per chi si è speso per difenderla, mentre loro investivano su altre lotterie, favorendo tutto ciò che oggi ci porta qui, identità poco condivisa, diciamocelo, ma non per caso e non si può sempre incolpare "il sistema", qualcuno fuori, le proprie responsabilità vanno assunte o non si merita nulla, nemmeno il diritto del

    lamento.

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  • ORA di RELIGIONE nuovamente nella bufera L'ora di religione (non il film di Bellocchio....ma quelle vere, praticate nelle scuole italiane) rientra dirompentemente nella polemica. Anzi, non c'è mai uscita.

    A scatenarla la sentenza del TAR, di cui ieri tutti i giornali hanno riferito e che - seppur non volendo entrare nel merito della questione dell'inserimento della religione - sta scatenando l'euforia dei laicisti.

    Non dei laici, ai quali non fa nessun problema che ai loro figli (ricordiamo che per libera scelta, il 92 per cento delle famiglie italiane si avvale dell'insenamento della religione a scuola) venga dato un insegnamento culturale cattolico, all'interno di un sistema scolastico laico.

    Ma il problema, probabilmente non sta qui.

    La sentenza c'è stata, e la Chiesa italiana ha dichiarato di non volere fare ricorso. Però la sua voce ha deciso di iniziare a farla sentire. Lo ha fatto, ai microfoni di Radio Vaticana, Mons. Coletti, responsbaile per la Cei dell'educazione.

    "La laicità - ha spiegato il vescovo di Como ai microfoni della Radio Vaticana- è danneggiata da questa sentenza perché per laicità si intende la giusta neutralità di una comunità civile che però dovrebbe essere preoccupata di valorizzare tutte le identità, ciascuna secondo il proprio peso e rilevanza culturale, presenti su un dato territorio".

    Al contrario, "se per laicità si intende l'esclusione dall'orizzonte culturale formativo civile di ogni identita' si cade nel piu' bieco e negativo risvolto dell'illuminismo che prevede che la pace sociale sia garantita dalla cancellazione delle diversita' e delle identita', mentre io credo che uno Stato sanamente laico deve preoccuparsi di far emergere e rispettare e di mettere in rete caso mai e di far crescerete tutte le identita', soprattutto quelle di altro profilo culturale".

    La prospettiva a mio parere parziale che fa esultare i laicisti in questa situazone, è data dal fatto che non si comprende il valore "positivo" della libertà, come possibilità di scelta. Punto primo. I genitori scelgono di avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica. Ed allora...che problema c'è se la conseguenza di questa scelta è che gli insegnanti di religione possano partecipare (doverosamente direi) agli scrutini, esprimendo giudizi su coloro che si avvalgono dell'insegnamento? E che problema c'è se i genitori ed i loro figli decidono, insieme ai crediti guadagnati con i vari corsi di ballo ed iniziative di volontariato sociale, di far valere anche quelli inerenti l'insegnamento della religione cattolica?

    Ai microfoni della Radio Vaticana, mons. Coletti ha rilevato in sostanza come la sentenza risulti particolarmente pretestuosa: "i crediti, il valore generale del giudizio sull'alunno, vengono dati in base alle scelte del singolo studente, il ministro Fioroni ha anche sottolineato che c'e' la possibilita' di avere crediti per corsi di danza caraibica. Figurarsi se il 92% delle famiglie italiane che sceglie di avvalersi della religione cattolica, se questo non debba rientrare nel computo della valutazione sull'alunno sarebbe davvero una cosa strana. Tanto piu' che si tratta di scelte responsabili". Più in generale mons. Coletti ha osservato: "Non si tratta di un insegnamento che va a sostenere scelte religiose individuali: ma di una componente importante di conoscenza della cultura di questo Paese, con buona pace degli irriducibili laicisti e purtroppo dobbiamo dire con buona pace anche dei nostri fratelli nella fede di altre confessioni cristiane".

    "Non e' colpa di nessuno - ha aggiunto l'esponente della Conferenza episcopale italiana - se la cultura di questo Paese e' stata segnata da secoli e in misura massiccia dalla presenza della religione cattolico. Quindi entrare in un dialogo fecondo con la cultura italiana significa anche, non dal punto di vista confessionale ma dal punto di vista culturale, entrare in dialogo con la religione cattolica. E questo e' il motivo dell'insegnamento". Il problema puo' essere invece un altro: "Eventualmente cio' che fa problema e' l'esenzione, cioe' la possibilita' di non avvalersi, che credo sia giusto per chi dovesse sentire qualche turbamento circa le proprie convinzioni religiose dover approfondire l'insegnamento della religione cattolica, ma il corso fatto in una scuola laica, in uno Stato laico, e' un corso culturale non un corso che costruisce scelte religiose".

    Se queste cose si capissero...forse ci sarebbero meno polemiche, e riusciremmo tutti a convivere in una società davvero laica, moderna, e non in una Italia ancora "armata" come ai tempi del Risorgimento.

    Condivido quanto detto da don Padrini e dal vescovo di Como sulla laicità.

    I problemi credo nascano dalla (a volte) mancata attuazione pratica del seguente punto:

    ma il corso fatto in una scuola laica, in uno Stato laico, e' un corso culturale non un corso che costruisce scelte religiose

    A volte cioè si fa catechismo vero e proprio, specie all'asilo e alle elementari. Credo sia difficile trovare il confine tra un corso culturale e uno che costruisce scelte religiose. E' comunque vero che i corsi di cui parlavo avvengono col beneplacito dei genitori.


    Direi di non meravigliarci... in pieno stile "cerchiobottista" è stato semplicemente offerto un "contentino" ai BENPENSANTI di sinistra....


    Per me questa sentenza - che trovo aberrante - al pari di altre è frutto di uno scontro esacerbato tra laicisti "à la zapaterò" e - passami il brutto neologismo - "cattolicisti" (che stanno ai cattolici come i "laicisti" stanno ai "laici"). io ci vedo anche una reazione "incattivita" al forte impulso impresso da papa benedetto xvi alla "veritas" alla "caritas" e al "logos" contro il nichilismo, contro la tentazione dell'uomo di sostituirsi a dio, contro la trasformazione delle proprie "esigenze" in presunti diritti. tralascio altri aspetti per brevità. ma anche da parte nostra, ci sono non di rado fenomeni ed atteggiamenti che non aiutano. spesso noi cristiani non diamo una buona testimonianza di gesù. e questo riguarda il singolo credente come le "gerarchie". vi è una convinzione diffusa che la chiesa goda di privilegi dovuti in parte al "concordato", in parte ad una presunta attività di lobbyng nei confronti della politica. la sentenza sui "prof" di religione che guadagnavano più degli altri "precari", non è che abbia giovato:forse si poteva caritatevolmente rinunciare a questo "bonus", no? c'è da fare una grande battaglia culturale, il cui cardine, però, non può che essere l'esempio, il nostro riflettere la gloria di dio sul mondo.

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  • CLASSI AFFOLLATE

    Leggo incredula le dichiarazioni della Gelmini dove afferma che i migliori livelli diapprendimento avvengono in classi affollate. Sono docente di architettura e l'insegnamento è individualizzato. Venga la zelante ministra, per euro 1400 mensili, a seguire 30 alunni in più tagliando le ore di lezione.


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BeRuby
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